Tributi news del 09 Ottobre 2026
Sanzioni fiscali, natura penale – Crisi finanziarie, nei numeri il fallimento del pre dissesto – Rendita in causa, Imu congelata
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Sanzioni fiscali, natura penale.
Fino a 24 anni e sette mesi per chiudere un processo tributario. E con sanzioni fiscali che, ai fini delle garanzie della Convenzione europea, hanno natura penale. La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) condanna l’Italia per la durata irragionevole di cinque procedimenti fiscali e per l’inefficacia del rimedio previsto dalla legge Pinto, così come interpretato dai giudici nazionali. Con la sentenza dell’8 ottobre 2026, nella causa Grassucci e altri contro Italia (ricorsi n. 12952/13 e altri quattro), i giudici di Strasburgo accertano la violazione dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, relativo al diritto a un processo entro un termine ragionevole, e dell’articolo 13, che garantisce il diritto a un ricorso effettivo, per due dei cinque ricorsi.
Crisi finanziarie, nei numeri il fallimento del pre dissesto.
Ci sono numeri che raccontano più delle norme. Dei 353 dissesti deliberati dal 2013, 216 (pari al 61%) sono stati preceduti da un piano di riequilibrio finanziario pluriennale conclusosi comunque con il dissesto. 82 enti hanno dichiarato dissesto più di una volta. Delle 588 procedure di riequilibrio attivate, soltanto il 12,7% risulta concluso (si veda NT+ Enti locali & Pa del 1° ottobre scorso). Se il piano nasce per evitare il dissesto, numeri simili impongono di chiedersi perché ne diventi così spesso l’anticamera. Con conseguente divieto di candidatura dei sindaci per 10 anni La risposta riguarda il come è stata costruita l’amministrazione finanziaria degli enti locali: una successione di controlli, responsabilità, accantonamenti e procedure correttive che intervengono quando la patologia è già manifesta e rischiano, soprattutto, di rendere più conveniente non decidere che decidere.
Rendita in causa, Imu congelata.
Regole ad hoc per l’accertamento dei fabbricati soggetti a contestazione della rendita. Se l’Agenzia delle entrate rettifica la rendita proposta dal contribuente, l’Imu può essere accertata entro il termine di decadenza quinquennale decorrente da quando la sentenza è divenuta definitiva. Se l’esito del giudizio sul provvedimento catastale è favorevole o parzialmente favorevole, l’amministrazione comunale può richiedere il pagamento del tributo dovuto e degli interessi, senza irrogazione di sanzioni. Se il contribuente ha pagato, medio tempore, sulla base della rendita rettificata, ha diritto al rimborso del maggior tributo e degli interessi maturati. Questa nuova disciplina è dettata dall’art. 32 del d.lgs. 147/2026, che ha riformato il fisco locale.**
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