Tributi news del 07 Ottobre 2026

Obbligo di affidare la riscossione coattiva ad Amco: sette Comuni su dieci sono nel Mezzogiorno. Rottamazione locale, i Caf in aiuto dei contribuenti. Cartelle, il ricorso si fa subito.
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Obbligo di affidare la riscossione coattiva ad Amco: sette Comuni su dieci sono nel Mezzogiorno.
Rispetto alla legge di bilancio, che rinviava la soglia a un decreto mai adottato e legava l’obbligo alla scadenza dei contratti in essere, la novità principale sta nella soglia fissata dalla legge, aggiornabile ogni tre anni, e in un parametro definito nel dettaglio. Amco agirà tramite patrimoni destinati, con i poteri dell’agente della riscossione, avvalendosi, come concessionari, di operatori iscritti all’albo dell’articolo 53 del Dlgs 446/1997 selezionati con gara ai sensi del Dlgs 36/2023. I crediti restano dell’ente, che perde però la facoltà di rivolgersi all’Agenzia delle entrate-Riscossione, la cui uscita di scena sarà fissata con decreto. La remunerazione di Amco è a carico dell’ente, nella misura fissata dal decreto attuativo; spese e interessi di mora restano a carico del debitore. Chi è sottosoglia lo è per lo più con margine: il tasso mediano dei potenziali obbligati è del 23%, contro l’86% dell’insieme dei Comuni misurati. È però la geografia a segnare la differenza più marcata. Nel Mezzogiorno si concentrano 406 potenziali obbligati su 580 (il 70%) e l’obbligo riguarda un Comune su cinque; al Centro uno su dieci, al Nord meno di due su cento. Lo stesso divario emerge dagli enti che hanno di fatto azzerato il vecchio stock (residuo depurato negativo o nullo): oltre la metà dei Comuni al Nord, il 15% al Centro, meno del 9% al Sud e nelle isole. Le incidenze più alte sono in Calabria (30%) e in Campania (28%), che insieme contano 223 potenziali comuni obbligati, quasi quattro su dieci; seguono Sicilia (25%), Molise (18%), Lazio (16%), Puglia (15%) e Sardegna (14%), mentre Lombardia, EmiliaRomagna e Trentino-Alto Adige restano sotto il 2%. Spiccano le province di Caserta (38 Comuni su 85), Vibo Valentia, Napoli e Catanzaro, oltre il 30%. Tra i 580 figurano nove capoluoghi di provincia, tutti nell’Italia centro-merdidionale.

Rottamazione locale, i Caf in aiuto dei contribuenti.
I Caf scendono in campo nella rottamazione dei tributi locali. Dal 16 ottobre e fino al 15 dicembre 2026 i cittadini con debiti (Imu, Tari, multe stradali, bollo auto) verso comuni ed enti locali potranno estinguere i carichi affidati ad AdeR tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 pagando solo il capitale dovuto: sanzioni, interessi e aggio vengono azzerati. Per venire incontro alla platea dei contribuenti dei circa 1.500 enti che hanno aderito alla Rottamazione quinquies, la Consulta nazionale dei Caf ha annunciato di essere pronta ad assisterli in tutte le fasi della procedura, grazie a un percorso di collaborazione avviato nei mesi scorsi con Agenzia delle entrateRiscossione. La Consulta nazionale dei Caf ha coinvolto i 42 Centri di assistenza fiscale associati in un percorso formativo dedicato, realizzato con AdeR.

Cartelle, il ricorso si fa subito.
Il piccolo imprenditore sovraindebitato che scopre dall’estratto di ruolo cartelle mai notificate può impugnarle subito, senza aspettare l’intimazione o l’ipoteca. Per farlo gli basta aver avviato la fase stragiudiziale davanti all’Organismo di composizione della crisi (Occ). Non deve prima depositare in tribunale una domanda costruita su debiti che non conosce. Lo afferma la Corte costituzionale nella sentenza n. 160 depositata ieri (redattore Antonini). La Corte ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità sull’art. 12, comma 4-bis, del dpr n. 602/1973, nel testo sostituito dal dlgs n. 110/2024. Il rigetto però passa per un’interpretazione della norma che allarga in concreto le possibilità di tutela anticipata per i debitori.
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