Tributi news del 30 Settembre 2026
Riscossione in concessione, il controllo non può arrivare a distanza di anni. Restyling dei regolamenti tributari locali dopo la delega fiscale.
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Riscossione in concessione, il controllo non può arrivare a distanza di anni
L’affidamento all’esterno della gestione e riscossione delle entrate può rappresentare una scelta organizzativa giustificata dalla carenza di personale, dalla necessità di professionalità specialistiche e dalla disponibilità di strumenti informatici più evoluti. L’esternalizzazione, tuttavia, non può comportare la perdita da parte dell’ente della conoscenza e del controllo dei propri crediti. Il principio era già emerso sul versante contabile. La deliberazione n. 1/2026 della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per il Veneto aveva evidenziato le criticità delle gestioni nelle quali l’ente finisce per conoscere prevalentemente le somme effettivamente riscosse e riversate, senza disporre di un’adeguata rappresentazione dello stock dei crediti maturati e ancora da recuperare. Anche il Vademecum Anci-Ifel sull’organizzazione delle entrate comunali insiste sulla necessità che l’affidamento a terzi non determini una perdita di controllo sull’intero ciclo dell’entrata.
Restyling dei regolamenti tributari locali dopo la delega fiscale
Con il deposito del bilancio tecnico, di norma avvenuto entro il 15 settembre scorso, ha preso avvio il percorso di formazione del bilancio di previsione 2027/2029. Contestualmente al bilancio si impone la necessità di rivedere anche i regolamenti in materia di disciplina delle entrate degli enti locali, specie con riferimento a quelle tributarie.
Nel regolamento dovranno essere individuati gli atti esclusi dal contraddittorio preventivo (articolo 1, comma 2). Si tratta di quelli non soggetti all’obbligo del contraddittorio di previsti dall’articolo 6-bis della legge 212/2000, tenuto conto che il decreto 24 aprile 2024 si occupa solo degli atti esclusi relativi ai tributi erariali. Si tratta di un adempimento che molti enti avevano già effettuato dopo l’entrata in vigore dell’articolo 6-bis della legge 212/2000. Altra modifica che può essere introdotta nei regolamenti è la previsione di uno specifico abbattimento delle aliquote e delle tariffe nel caso in cui il contribuente provveda all’addebito permanente in conto corrente.
Un altro aspetto che richiede una specifica disciplina regolamentare è l’estensione anche agli enti locali della transazione fiscale, prevista in alcuni istituti del codice della crisi di impresa o dell’insolvenza (Dlgs 14/2019).
Anche le modifiche in materia di pagamenti dei tributi locali (articolo 7) richiedono un eventuale recepimento regolamentare, quali le deroghe all’obbligo di introito diretto da parte degli enti delle somme relative ai tributi e alle altre entrate riguardanti le entrate affidate all’esterno a canone fisso.
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