Tributi news del 15 Settembre 2025
Classamento, in giudizio tutti i litisconsorti Avviso Imu giustificato da sentenza sul valore Fabbricati rurali, funzionalità da provare Sui locali impraticabili la Tari è esclusa Canone patrimoniale, la rivalutazione Istat supera il limite 2020
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Classamento, in giudizio tutti i litisconsorti
I n caso di accertamento catastale nei confronti di più comproprietari l’impugnazione dell’atto di classamento determina un litisconsorzio necessario tra tutti i comproprietari; lo stesso principio vale anche in presenza di usufruttuari, ritenuti anche questi litisconsorti necessari. Lo ha stabilito la Cassazione civile tributaria nell’ordinanza n. 22305/2025 del 2 agosto scorso.
Avviso Imu giustificato da sentenza sul valore
L a sentenza con cui il giudice tributario abbia confermato il valore venale di un fabbricato urbano costituisce parametro sufficiente all’ufficio per fondare su quei valori un avviso di accertamento Imu, precludendo invece al contribuente, in assenza di elementi di segno contrario, contestazioni contro l’atto che riguardino esclusivamente i valori attribuiti a quelle aree. È quanto osservato dalla Cgt di II grado del Lazio nella sentenza n. 2282/2025 del 4 aprile scorso.
Fabbricati rurali, funzionalità da provare
L addove non siano opportunamente forniti dalla parte istante gli elementi volti a dimostrare l’esistenza di una azienda agricola funzionalmente alla quale siano utilizzati i terreni o i fabbricati agricoli a essa connessi, sarà correttamente emesso l’avviso di accertamento catastale che non qualifichi quegli immobili come rurali. Lo specifica la Cgt di II grado del Lazio nella sentenza n. 1692/2025 del 17 marzo scorso.
Sui locali impraticabili la Tari è esclusa
L e comprovate condizioni di inutilizzabilità di locali, dovute sia alla natura e all’assetto dell’immobile sia all’assenza di allacci e utenze, escludono l’assoggettamento di quelle aree alla tassa sullo smaltimento dei rifiuti. È il canone richiamato nella sentenza n. 924/2025 emessa dalla Cgt di I grado di Latina (giudice monocratico Costantino Ferrara) e depositata l’8 agosto scorso.
Canone patrimoniale, la rivalutazione Istat supera il limite 2020
Ora, con le modifiche recate dal Dl 95/2025, è prevista «la possibilità» di rivalutarlo annualmente in base all’indice Istat. Dalla formulazione della norma si ricava che l’invarianza di gettito, rispetto ai tributi soppressi, deve essere garantita con le tariffe iniziali, visto che la nuova disposizione fa riferimento a una «rivalutazione» del canone. Diversamente ragionando, ovvero ritenendo che l’invarianza di gettito debba permanere anche a seguito della rivalutazione sulla base dell’indice Istat, la novità risulterebbe priva di effetti, giacché la possibilità di aumento delle tariffe, pur nell’invarianza del gettito complessivo, era già inizialmente prevista. Altro, e più rilevante dubbio, nel silenzio della norma, è da quando applicare la nuova disposizione, ovvero se dal 2026, oppure anche retroattivamente, dando la possibilità, quindi, di recuperare l’incremento dell’indice Istat verificatosi negli anni 2021-2025. Probabilmente lo spirito della norma è quello di concedere un incremento sull’ultimo anno, ma la lettera consente di considerare più anni.
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