Tributi news del 28 luglio 2025

Sanatoria ampia sulle nuove delibere Imu

La disciplina dei tributi è retta più dalle eccezioni che dalle regole, e occorre anche ricordarsi dell’articolo 6 del Dl 84/2025, che prevede la «Proroga e sanatoria delle delibere approvative del Prospetto Imu». La disposizione prevede di approvare il prospetto entro il 15 settembre, dopo l’approvazione alla Camera di un emendamento che allarga e chiarisce la portata della norma (atteso domani al voto finale del Senato senza altre modifiche). La sanatoria prevede oggi la proroga per i Comuni che non hanno adottato entro il 28 febbraio 2025 la delibera di approvazione del prospetto secondo le modalità previste dal comma 757 della legge n. 160/2019. Con l’emendamento è stata aggiunta anche l’ipotesi di «difformità» dal prospetto, che rappresenta il caso più frequente in questo primo anno di applicazione del nuovo sistema. La proroga vale anche per i Comuni che hanno approvato le aliquote Imu, ma senza il prospetto, ed è anche prevista la sanatoria per le delibere tardive, approvate dal 1° marzo fino al 18 giugno, data di entrata in vigore del decreto

Rifiuti speciali, conta la conoscenza pregressa

La conoscenza che l’ente comunale abbia avuto, per eetto di relazioni tecniche confermate anche con sentenza in precedenti giudizi, dello smaltimento autonomo di riuti speciali a cui provvedeva il contribuente permette di ritenere provata la causa giusticativa della spettante riduzione Tari. Lo si evince dalla sentenza n. 776/2025 emessa dalla Cgt di I grado di Latina (presidente relatore Costantino Ferrara) e depositata il 30 giugno.

Componenti perequative Tari: i dubbi irrisolti sulla contabilizzazione delle poste

La deliberazione della sezione Autonomie della Corte dei conti n. 13/SEZAUT/2025 sulle componenti perequative della Tari, pur non entrando nel merito se i Comuni debbano versare le somme sulla base dell’accertato o del riscosso, fa chiarezza su un aspetto molto importante della questione. È il Comune ad essere titolare delle obbligazioni giuridiche che nascono dall’applicazione delle componenti perequative e come tale le poste non possono essere neutre per il bilancio ma devono essere imputate alla parte corrente del bilancio. Tale delibera ha quindi il merito di sciogliere un nodo sul quale nell’ultimo anno le sezioni regionali e il Mef avevano assunto posizioni differenti creando non poca confusione negli enti. Tale pronuncia, tuttavia, è lontana dal fugare tutti i dubbi applicativi, in primis il piano finanziario da utilizzare per la contabilizzazione delle entrate.

Se c’è autotutela niente spese compensate

I n caso di annullamento in autotutela di un atto tributario palesemente illegittimo nel corso del processo, la compensazione delle spese rappresenta un privilegio ingiusticato per il sco, in quanto viola le regole della parità delle parti e del giusto processo. Sono le motivazioni che si leggono nella sentenza n. 93/2025 emessa dalla sezione prima della Corte di giustizia tributaria di Pisa, depositata in segreteria il 24 marzo scorso.

Nulle le notifiche senza ricerche

I llegittima la notica se il messo noticatore, nel caso in cui accerti l’irreperibilità assoluta del destinatario, non indica le ricerche che ha eettuato. Non basta riportare nella relata che il soggetto è sconosciuto senza specicare quali sono le attività di ricerca svolte. Lo ha ribadito la Corte di cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 14990 del 4 giugno 2025.

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