Tributi news del 09 luglio 2025

Cgt ad autonomia limitata. Liti fiscali, stop alla cassazione. Rottamazione cartelle, spinta a chiudere le liti. La Csea presenta il conto ai Comuni per le componenti perequative 2024.

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Cgt ad autonomia limitata

di Matteo Rizzi

Giustizia tributaria, la Commissione europea promuove la riforma ma avverte: indipendenza dal Ministero dell’economia e delle finanze ancora limitata. È questa, in sintesi, la posizione espressa dalla Commissione europea nella relazione sullo Stato di diritto 2025, pubblicata l’8 luglio. Se da un lato Bruxelles riconosce che la nuova disciplina rappresenta “un progresso adeguato verso un sistema più equo e conforme ai principi costituzionali”, condividendo così il giudizio già espresso dalla Corte costituzionale italiana, dall’altro mette in evidenza criticità ancora irrisolte, a partire dalla reale indipendenza delle corti tributarie dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il nodo, spiega il rapporto, riguarda l’effettivo assetto del nuovo Dipartimento della Giustizia Tributaria, istituito come organo autonomo ma ancora incardinato nel Mef.

Liti fiscali, stop alla cassazione

di Cristina Bartelli

Stop ai ricorsi in cassazione se si aderisce alla defnizione agevolata del contenzioso scale da parte del ricorrente. Richiamo dei magistrati in pensione, attivazione del magistrato da remoto, e magistrati tirocinanti per scrivere le sentenze d’appello. Riassegnazione temporanea ai tribunali dei magistrati onorari (stabilizzati e non) transitati agli uci del Giudice di Pace. Sono queste alcune indicazioni che arrivano dal Consiglio superiore della magistratura (Csm) indirizzate agli uci legislativi del ministero della giustizia, discussi e approvati ieri, con l’obiettivo di tracciare un piano d’azione per non mancare i target del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per la voce dello smaltimento delle cause. Nel documento si ricorda che entro il 30 giugno 2026 è prevista la riduzione, per l’arretrato civile, in misura pari al 90% dei procedimenti pendenti al 31 dicembre 2022, con iscrizione tra il 2017 e il 2022 per i tribunali, e tra il primo gennaio 2018 e il 31 dicembre 2022 per le corti di appello. Per il tempo della sentenze poi la riduzione nei tre gradi di giudizio dovrà essere del 40%, entro giugno 2026.

Rottamazione cartelle, spinta a chiudere le liti

di Giovanni Parente

Una spinta a chiudere le liti pendenti in Cassazione per i contribuenti che hanno presentato la domanda di rottamazione quater delle cartelle o, essendo decaduti entro fine 2024, sono saliti sul treno della riammissione previsto dalla conversione del Milleproroghe (Dl 202/2024). Tra gli interventi strutturali per deflazionare il contenzioso, nella delibera del Csm arriva anche la proposta di una norma che dichiari l’estinzione dei giudizi tributari, compresi appunto quelli pendenti in sede di legittimità, e che porti una chiarezza definitiva sul momento in cui si cristallizza la “chiusura”. La proposta punta a smaltire le pendenze riconoscendo quel momento a seguito del versamento della prima o unica rata. Di fatto in questo modo non si dovrebbe attendere la fine dei piani di pagamento. Tanto per capire, i contribuenti in regola con i pagamenti che hanno scelto le 18 rate chiuderebbero l’ultimo versamento a fine novembre 2027. Anche perché va ricordato che la domanda di rottamazione porta con sé la rinuncia ai contenziosi pendenti. La questione ha sollevato finora diverse interpretazioni giurisprudenziali. Tanto che è stato chiesto alle Sezioni Unite della Cassazione (si veda l’ordinanza interlocutoria 5830/2025 del 5 marzo scorso) di pronunciarsi su quale sia la corretta linea da seguire.

La Csea presenta il conto ai Comuni per le componenti perequative 2024

di Stefano Baldoni

Amara sorpresa per tanti Comuni. Nelle ultime settimane molti di essi hanno ricevuto dalla Csea (Cassa per i servizi energetici ed ambientali), le intimazioni di pagamento relative alle componenti perequative aggiunte alla tassa sui rifiuti UR1 e UR2, riferite al 2024. Si tratta delle due componenti perequative introdotte dalla deliberazione Arera n. 386/2023, destinate, rispettivamente, al finanziamento dei costi dei rifiuti pescati o volontariamente raccolti negli specchi d’acqua e per la copertura delle agevolazioni riconosciute per eventi eccezionali e calamitosi. I Comuni, in quanto gestori delle tariffe e dei rapporti con l’utenza, erano tenuti ad applicare le due componenti perequative sin dallo scorso anno, dovendo successivamente provvedere alla dichiarazione degli importi addebitati agli utenti entro il 31 gennaio 2025 (articolo 6 allegato A deliberazione Arera n. 3368/2023) ed al versamento delle somme entro il 15 marzo 2025. La diatriba che è si è sin da subito sviluppata riguardava l’obbligo di riversamento degli importi complessivamente addebitati agli utenti ovvero se tali importi andavano determinati considerando solo delle somme effettivamente pagate dai contribuenti.

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