Tributi News del 13 marzo 2023

Definizioni agevolate a un bivio. Corti tributarie, verso l’accorpamento degli uffici giudiziari. Lo sgravio della pretesa incide sulla sanzione. Omessa comunicazione, l’Imu resta ridotta se il dato è conoscibile. Esenzione Ici, l’attività didattica va dimostrata. Rendita da categoria D con stima diretta. Rifiuti assimilati, sono illegittime le riduzioni Tari per scaglioni.

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Definizioni agevolate a un bivio.

di Sergio Trovato

Entro il prossimo 31 marzo, con regolamento, possono decidere se avvalersi in blocco di questi istituti o scegliere quelli che ritengono più idonei per la gestione delle loro entrate. È opportuno non deliberare la sanatoria degli omessi versamenti, trattandosi di importi certi già iscritti in bilancio. I provvedimenti possono essere adottati con delibera pubblicata sul sito istituzionale dell’ente. È indispensabile adottare la delibera, entro lo stesso termine, per impedire lo stralcio parziale dei ruoli. Si è così espressa l’Ifel (Istituto di finanza locale dell’Anci), con una nota del 1° marzo 2023 (si veda anche ItaliaOggi del 10 marzo).

Corti tributarie, verso l’accorpamento degli uffici giudiziari.

di Ivan Cimmarusti

Troppe Corti di giustizia tributarie. Con il crollo della litigiosità fiscale, scesa del 63,4% negli ultimi dieci anni, l’attuale organizzazione è obsoleta. Almeno questo è il punto di partenza del Governo, che con la delega fiscale annuncia l’accorpamento delle sedi di primo grado e delle sezioni distaccate del secondo grado, prevedendo inoltre il riordino anche dei giudici onorari ad oggi in organico e del personale amministrativo.

Lo sgravio della pretesa incide sulla sanzione.

L’intervenire di uno sgravio della pretesa da parte del concessionario della riscossione che incida unicamente sul tributo depone anche a favore della rimodulazione delle sanzioni irrogate con quello stesso atto sgravato. È il canone affermato dalla Corte di giustizia tributaria di II grado del Lazio con la sentenza n. 4641/14/2022, depositata lo scorso 25 ottobre.

Omessa comunicazione, l’Imu resta ridotta se il dato è conoscibile.

di Luigi Lovecchio

La comunicazione prevista a pena di decadenza dalle delibere comunali, ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta dell’Imu, non è necessaria qualora il Comune sia nelle condizioni di conoscere le notizie richieste con la stessa. Queste le conclusioni della sentenza n. 53/1/2023 della Cgt di Como.

Esenzione Ici, l’attività didattica va dimostrata.

L’ente di istruzione universitaria che intenda avvalersi dell’esenzione prevista dall’art. 7 comma 1, lett. I del dlgs n. 504/92, per lo svolgimento di attività didattiche, è tenuto a dimostrare che tali attività siano esclusive ed effettive, nonché svolte senza alcun carattere commerciale. È ciò che ha stabilito la Corte di giustizia tributaria di II grado del Lazio con la sentenza n. 4119/13/2022, depositata lo scorso 27 settembre.

Rendita da categoria D con stima diretta.

La rendita catastale delle unità immobiliari censibile nella “categoria D” viene determinata mediante stima diretta; rimane quindi preclusa, all’ufficio, la possibilità di rettificare la rendita proposta utilizzando il metodo sintetico-comparativo. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 4678/2022 (Presidente relatore Terrinoni) emessa dalla sezione prima della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio e depositata in segreteria il 29 ottobre scorso.

Rifiuti assimilati, sono illegittime le riduzioni Tari per scaglioni.

di Pasquale Mirto

Entro il 30 aprile i Comuni dovranno adeguare i regolamenti Tari alla delibera Arera 15/2022. Oltre ai vari problemi di coordinamento tra le prescrizioni Arera e la disciplina Tari, i Comuni dovranno valutare le modifiche conseguenti ad alcuni importanti principi enunciati dalla Cassazione. In particolare, nella sentenza n. 5786/2023 si affrontano due importanti questioni: le riduzioni della parte variabile della tariffa, previste dal comma 649 della legge 147/2013, a favore dei soggetti che «avviano al riciclo» i rifiuti speciali assimilati – oggi rifiuti urbani simili (allegato L-quater del Dlgs 152/2006) – e la possibilità di limitare la riduzione ai soli casi di riciclo e non quindi anche alle operazioni di recupero, come invece ritenuto nella circolare del Mite del 12 aprile 2021. Molti Comuni tuttavia hanno previsto una percentuale di riduzione a scaglioni con un tetto massimo inferiore al 100%. Per Corte, la fissazione di un limite massimo alla riduzione tariffaria non previsto dal legislatore altera il criterio di proporzionalità e non è quindi consentita; il regolamento comunale che lo introduce è quindi illegittimo in quella parte e va disapplicato anche d’ufficio.

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