Tributi News del 15 Settembre 2026

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Crisi d’impresa, agli accordi sui tributi locali serve una regia.

La riforma impone così di passare dalla difesa astratta del credito alla valutazione del suo valore. Nella composizione negoziata occorre l’accordo dell’ente. Negli accordi di ristrutturazione e nel concordato preventivo operano le regole dell’omologazione e, ricorrendone i presupposti, il tribunale può superare la mancata adesione dell’amministrazione quando la proposta sia più conveniente della liquidazione giudiziale. Il Comune diventa un creditore pubblico chiamato a concorrere al risanamento, tutelando l’interesse fiscale. Dovrà leggere piani industriali, attestazioni e scenari liquidatori; decidere in tempo; motivare l’adesione o il dissenso. Non gli si chiede benevolenza, ma una scelta economicamente razionale e controllabile.

Tributi locali, cumulo giuridico per le violazioni ante riforma Dlgs 87/2024

della decorrenza della modifica apportata all’istituto dal decreto legislativo 87/2024. Ciò è quanto si evince dall’ordinanza n. 8667/2026 della Corte di cassazione, depositata in data 7 aprile 2026. La Cassazione ha affrontato la questione di un avviso di accertamento relativo all’ormai soppressa Tosap, con il quale si procedeva al recupero del tributo non pagato con riferimento all’occupazione realizzata con i viadotti autostradali. Nel giudizio il contribuente contestava, tra l’altro, l’omessa applicazione da parte dell’ente impositore e da parte del giudice di secondo grado del cumulo giuridico delle sanzioni irrogate, come previsto dall’articolo 12, comma 5, del Dlgs 472/1997. La norma, nel testo vigente prima delle modifiche apportate dal Dlgs 87/2024, disciplinava l’istituto della continuazione delle violazioni, sancendo che, laddove violazioni della stessa indole siano commesse in periodi di imposta diversi, si applica la sanzione base aumentata dalla metà al triplo.

Appalti pmi con meno barriere

Il nuovo regolamento Ue sugli appalti riduce i requisiti economici che possono essere richiesti alle imprese e rafforza la suddivisione in lotti. L’obiettivo è impedire che dimensione dei contratti e requisiti di partecipazione escludano le piccole e medie imprese che sarebbero in grado di eseguire la prestazione. La riforma interviene anzitutto sui requisiti economici di accesso. Oggi la direttiva 2014/24 consente, in via generale, di richiedere un fatturato annuo minimo fino a due volte il valore stimato dell’appalto. La proposta riduce questa soglia: il fatturato richiesto non potrà superare il 50% del valore annuale stimato del contratto. Sarà possibile andare oltre soltanto quando particolari rischi legati alla natura dei lavori, dei servizi o delle forniture lo rendano necessario e l’amministrazione dovrà indicarne le ragioni.

Fisco e cittadini: si rafforza la fiducia

Ampliare le possibilità di accesso agli uffici significa facilitare la risoluzione delle problematiche, ridurre i tempi delle interlocuzioni, migliorare l’assistenza ai contribuenti e contribuire a un rapporto con il fisco fondato sempre meno sulla distanza e sempre più sul dialogo. Non si tratta, quindi, semplicemente di modificare gli orari di apertura degli sportelli.

È una scelta che contribuisce anche a rafforzare un elemento decisivo per il funzionamento del sistema fiscale: la fiducia. La compliance, infatti, non si costruisce soltanto attraverso norme e controlli. Si costruisce anche attraverso la qualità delle relazioni istituzionali, la certezza delle risposte e la capacità dell’Amministrazione di essere presente quando cittadini e professionisti hanno bisogno di confrontarsi con essa.

L’agenzia delle Entrate allunga l’apertura al pubblico

L’ampliamento riguarda sia i cittadini che i professionisti, e si inserisce nel percorso di modernizzazione dell’offerta dei servizi dell’Agenzia, che negli ultimi anni ha visto una crescita significativa dei servizi telematici e dei canali di assistenza a distanza. La nuova organizzazione punta a integrare questi strumenti con una maggiore disponibilità nel rapporto diretto con i funzionari, garantendo livelli di servizio più omogenei su tutto il territorio nazionale back-office, gli Uffici territoriali saranno quindi aperti per offrire servizi: in particolare, sarà possibile prenotare un appuntamento pomeridiano per avere assistenza nei casi, non risolti tramite canale telematico, che richiedono un’interlocuzione più approfondita con gli uffici, ad esempio a fronte di comunicazioni di irregolarità e cartelle di pagamento, controlli formali, accertamenti parziali automatizzati, comunicazioni di compliance e rimborsi relativi alle imposte dirette.

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