Tributi news del 09 maggio 2025

Tributi locali, saltano le tasse ai turisti. Dissesto finanziario come soluzione della crisi finanziaria degli enti locali. Imu, l’avviso di accertamento a soggetti diversi da chi è tenuto a pagare l’imposta va impugnato entro i termini. Beni merce, esenzioni limitate. Magazzino esente da Tari se l’utilizzo è coerente. Tari, Arera tira dritto.

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Tributi locali, saltano le tasse ai turisti

Salvo nuovi imprevisti, la riforma dei tributi locali in attuazione della delega fiscale sarà il piatto forte del consiglio dei ministri di oggi. Ma sono altri i capitoli del testo a cui guardano con un interesse più diretto i cittadini. Il principale è quello che prevede le sanatorie comunali, cioè la possibilità per le giunte di decidere le definizioni agevolate, con riduzione o azzeramento di interessi e sanzioni, anche senza agganciarsi a una rottamazione nazionale. Per spingere l’adempimento spontaneo, il decreto legislativo introduce anche nei tributi locali il sistema delle lettere di compliance, mentre sul fronte della riscossione coattiva vengono dimezzati i tempi dei pignoramenti. Non troverà spazio nel testo atteso a Palazzo Chigi il forfait Tari pari al 40% della quota fissa, al posto dell’esenzione attuale, per le aree delle imprese che producono rifiuti speciali, e nemmeno la tassa di imbarco da un euro per Città metropolitane e Province. Fra gli articoli destinati a saltare almeno dal primo testo ufficiale c’è anche l’estensione a tutti i Comuni della possibilità di introdurre l’imposta di soggiorno. Ma tutte queste partite si riapriranno nei negoziati con gli enti e il Parlamento prima del via libera definitivo.

Dissesto finanziario come soluzione della crisi finanziaria degli enti locali

I numeri degli enti locali in situazione di dissesto finanziario nelle regioni del Mezzogiorno sono sempre più alti sia in valore assoluto che in termini percentuali rispetto al resto dell’Italia. Il tema del “dissesto finanziario”, come soluzione della crisi finanziaria degli enti locali, è stato oggetto di dibattito nel convegno che si è tenuto presso il Centro Direzionale – Sede Odcec di Napoli. Un appuntamento promosso dalla Sezione Regionale Campania di Ancrel, in collaborazione con la Unagraco e la Commissione Eepp dell’Odcec di Napoli. I temi affrontati sono stati il ruolo e compiti dell’organismo straordinario di liquidazione e dell’organo di revisione nella gestione del dissesto.

Imu, l’avviso di accertamento a soggetti diversi da chi è tenuto a pagare l’imposta va impugnato entro i termini

L’ avviso di accertamento emesso nei confronti di un destinatario diverso da quello che era tenuto a pagare l’imposta, ovvero quando la contestazione non riguardi il soggetto attivo dell’imposizione ma il soggetto passivo della stessa, che quindi non può determinare alcun difetto di attribuzione o carenza di potere, patologie che attengono a chi emette il provvedimento, non a chi lo riceve, deve essere impugnato entro il termine decadenziale; in difetto non è possibile invocare la nullità dell’atto amministrativo che permette di impugnarlo anche una volta decorso il termine di 60 giorni dalla sua conoscenza. È la motivazione con la quale La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Verona Sezione 2, sentenza n. 96/2025 ha rigettato il ricorso avverso un atto di accertamento Imu emesso da un Comune nei confronti di un destinatario diverso (l’ex locatario dell’immobile) dal reale soggetto passivo di imposta (il proprietario dell’immobile, che ne aveva ripreso il possesso mediante la risoluzione del contratto di leasing).

Beni merce, esenzioni limitate

L e imprese edilizie non possono fruire dell’esenzione Imu per gli immobili invenduti e non locati, qualora abbiano omesso di presentare la dichiarazione. La dichiarazione è indispensabile per poter avere diritto al benecio scale. L’obbligo è posto a pena di decadenza e non ha alcuna rilevanza che il comune sia a conoscenza dei fatti che giusticano l’agevolazione. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza 8357 del 30 marzo 2025.

Magazzino esente da Tari se l’utilizzo è coerente

Denominare “magazzino” un’area aziendale non basta per escluderla dalla parte variabile della tariffa sui rifiuti ma è necessario che il luogo rispetti i requisiti di legge. Il principio di diritto è stato enunciato dalla Sezione tributaria della Corte di Cassazione che, con ordinanza del 1° maggio 2025 n. 11476, ha cassato la sentenza della Ctr Lazio e rinviato il giudizio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio. Oggetto del contendere l’avviso di pagamento della Tari per agli anni 2012-2017, in relazione all’assoggettamento al tributo anche dei magazzini strumentali di un’impresa produttiva. Nel dettaglio, secondo l’impresa le aree adibite a magazzini strumentali alla produzione ed allo stoccaggio dei prodotti finiti sono esenti da Tari poiché, in via prevalente e continuativa, lì si formano rifiuti speciali e non urbani.

Tari, Arera tira dritto

U n decreto legge che nella sua legge di conversione di fine 2019 annunciava un bonus sociale per gli utenti domestici in condizioni economico-sociale disagiati, con criteri e principi demandati a un dpcm da approvarsi entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Peccato che i 120 giorni siano diventati quasi sei anni ed ecco che il 21 gennaio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale due mesi dopo, arriva l’annunciato decreto del presidente del consiglio dei ministri n. 24 con cui si stabiliscono i limiti di Isee che danno diritto al bonus sociale, pari al 25% della Tassa rifiuti (Tari) o della tariffa corrispettiva. Nelle bozze del decreto attuativo della riforma fiscale per i tributi locali si prevede un pagamento forfettario pari al 40% della quota fissa della Tari per quelle “superfici ove si formano, in via continuativa e prevalente i rifiuti speciali”. Tale novità, già oggetto di contestazione da parte delle categorie interessate, risulta un chiaro recepimento della posizione che la Cassazione ha assunto ormai da diversi anni, ritenendo che le suddette superfici devono scontare il pagamento integrale della quota fissa.Dalla lettura delle singole Sentenze, si evince un netto affinamento della motivazione addotta, che arriva ad esprimere concetti chiari che vanno ben oltre il caso di specie e pongono delle riflessioni più generali.

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Il video

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Il podcast

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