Tributi News del 14 Settembre 2026
Fisco locale più collaborativoCrisi d’impresa, sfida ai comuniCup tributario, ecco il decreto Mef che cambia le codifiche di bilancio
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Fisco locale più collaborativo
Èdestinato a cambiare il rapporto tra enti locali e contribuenti dopo la legge di riforma. Compliance e abbattimento delle sanzioni sono le regole cardine del nuovo fisco locale, che consentono l’allineamento dei tributi amministrati dagli enti territoriali ai principi già vigenti per i tributi erariali. Gli enti territoriali, infatti, prima di notificare gli avvisi di accertamento possono inviare ai contribuenti delle comunicazioni con le quali li invitano a sanare le violazioni commesse, con una riduzione delle sanzioni edittali. Hanno anche la facoltà di spedire gli avvisi bonari per definire agevolmente gli omessi, tardivi o parziali versamenti, favorendo l’adempimento spontaneo e consentendo agli interessati di pagare una sanzione più bassa. Lo prevede l’articolo 3 del decreto legislativo 147/2026.
Crisi d’impresa, sfida ai comuni
C omuni, province, città metropolitane e regioni entrano a pieno titolo nella regolazione della crisi d’impresa. L’estensione della transazione fiscale ai tributi locali li trasforma da spettatori in creditori votanti, con il potere di incidere sull’esito di concordati, accordi di ristrutturazione e piani omologati. Il rovescio della medaglia è un carico di responsabilità decisionali, contabili ed erariali che la gran parte delle amministrazioni non è oggi attrezzata a reggere. Il decreto 147/2026 definisce il perimetro oggettivo dell’istituto, ma sul nodo del chi decide si limita a una formula di rinvio: l’accordo è sottoscritto e il voto è espresso dal soggetto competente secondo le disposizioni degli ordinamenti delle regioni e degli enti locali. Tradotto, ogni ente deve stabilire in proprio a chi spetta il potere di firma. Finché quell’atto manca, la competenza resta contendibile tra organo politico e struttura gestionale, con il rischio concreto di applicazioni disomogenee da un comune all’altro e di deliberazioni assunte da chi non ne aveva titolo.
Cup tributario, ecco il decreto Mef che cambia le codifiche di bilancio
Dal 1° gennaio 2027 il Canone unico patrimoniale cambia collocazione nel bilancio degli enti locali. Il decreto del ministero dell’Economia di concerto con Interno e presidenza del Consiglio 8 settembre 2026 di aggiornamento degli allegati al Dlgs 118/2011 recepisce sul piano contabile la natura tributaria del Cup affermata dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione con la sentenza n. 12225/2025, pubblicata il 1° maggio 2026 (Nt+ Enti locali & Pa del 5 maggio)..L’aggiornamento non riguarda soltanto il modulo finanziario. Le nuove codifiche sono inserite anche nei moduli economico e patrimoniale del Piano dei conti integrato, con le corrispondenti voci relative ai crediti. Gli aggiornamenti del Piano dei conti si applicano dal 1° gennaio 2027. Per il bilancio di previsione, le nuove voci sono inserite anche negli allegati al documento tecnico di accompagnamento delle Regioni e al Piano esecutivo di gestione degli enti locali, nonché nell’elenco dei titoli, delle tipologie e delle categorie di entrata. Le modifiche si applicano al bilancio di previsione 2027-2029. Per il rendiconto, invece, le nuove classificazioni trovano applicazione dall’esercizio 2027. Per gli uffici finanziari la riclassificazione arriva quindi nella fase di costruzione del bilancio di previsione 2027-2029 e dovrà essere recepita nei sistemi gestionali e nelle procedure di formazione del bilancio.
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