Tributi News del 12 giugno 2025
Decreto fiscale, oggi la sanatoria per le delibere Imu tardive o sbagliate. Riforma fiscale, arriva la proroga per ultimare entro dicembre 2026. Comuni, Asl e scuole, regole chiare nei rapporti con gli Ets. Tari e omessa denuncia di variazione: cumulo giuridico non applicabile.
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Decreto fiscale, oggi la sanatoria per le delibere Imu tardive o sbagliate.
di Marco Mobili e Giovanni Parente
Arriva una doppia stretta sui regimi agevolati per chi rientra in Italia. Nel mirino entrano le possibilità di cumulo ancora presenti tra le pieghe delle norme dopo la riforma degli impatriati (detassazione al 50% che può salire in alcuni casi al 60% per attrarre talenti e cervelli dall’estero) arrivata con uno dei decreti attuativi della delega fiscale (Dlgs 209/2023). Stop quindi all’ipotesi di aumentare a dismisura il vantaggio fiscale sommando insieme l’accesso al regime riservato ai nuovi ingressi e ai rientri con quello dei docenti e ricercatori. Ma scatterà anche lo sbarramento tra gli impatriati e quello dei cosiddetti Paperoni, che prevede una tassazione a imposta sostitutiva (100mila euro elevate a 200mila per chi è entrato in Italia dopo le modifiche del Dl Omnibus) solo, però, in questo caso per i redditi prodotti all’estero. Con una preclusione destinata a scattare già dall’anno d’imposta 2024. È una delle novità contenute nel decreto fiscale atteso oggi in Consiglio dei ministri. Decreto che potrebbe essere sdoppiato rispetto all’altro provvedimento d’urgenza che contiene, tra l’altro, anche la proroga dell’entrata in vigore al 1° gennaio della sugar tax per non farla scattare dal 1° luglio e l’atteso abbassamento dell’Iva al 5% delle cessioni di opere d’arte per mettere l’Italia sullo stesso piano degli altri partner europei. Misure che, però, a differenza di quelle del decreto “solo” fiscale, richiedono una copertura
Riforma fiscale, arriva la proroga per ultimare entro dicembre 2026.
Giovanni Galli
R iforma scale, più tempo per ultimarla. Viene prorogata di un anno, al dicembre 2026, l’attuazione della delega scale. Lo prevede un emendamento della relatrice, Mariangela Matera (FdI), al disegno di legge che modica la legge delega al governo per la riforma scale, approvato ieri dalla commissione Finanze della Camera. L’emendamento allunga da 24 a “36” mesi i tempi entro cui il governo è delegato ad adottare, uno o più decreti legislativi sulla revisione del sistema tributario. Viene concesso anche più tempo per l’adozione dei testi unici, il cui termine è, di conseguenza, spostato dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026.
Comuni, Asl e scuole, regole chiare nei rapporti con gli Ets.
di Giuseppe Brandi
Il modello di amministrazione condivisa introdotto dalla riforma del terzo settore del 2016 e raorzato dalla sentenza 131 del 2020 della Corte costituzionale, si basa sulla collaborazione tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore (Ets) per la programmazione e la gestione congiunta di attività di interesse generale, tra cui l’integrazione sociale, le attività sanitarie, educative, culturali, sportive, di volontariato, di tutela dell’ambiente, ecc.
Tari e omessa denuncia di variazione: cumulo giuridico non applicabile.
di Federico Gavioli
Il cumulo giuridico dopo le modifiche introdotte dal Dlgs 87/2024 sulla revisione del sistema sanzionatorio tributario non è applicabile agli enti locali anche in caso di omessa denuncia Tari, che si riflette sugli anni da accertare, a seguito del maggior tributo dovuto; è sostanzialmente quanto affermato dalla Cassazione con l’ordinanza n. 13787/2025 che ha accolto il ricorso della concessionaria della riscossione. La Commissione tributaria regionale ha accolto l’appello proposto da una società concessionaria delle entrate per gli enti locali, ribaltando la sentenza dei giudici di prime cure; quest’ultimi, invece, avevano accolto il ricorso avverso un avviso di accertamento recante la rideterminazione della Tari, dovuta da una società, per l’anno 2015.
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