Tributi news del 30 Ottobre 2026

Manovra, addizionali a rischioAree vincolate soggette all’ImuArrivano agentiAI per i mini acquisti degli enti pubbliciUna palestra per testare gli algoritmi contro l’evasione fiscaleNei Comuni, l’86% di chi usa l’IA ricorre a strumenti non forniti dall’ente

Affidamento diretto, l’avviso non basta a evitare la rotazione:serve una procedura negoziata

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Manovra, addizionali a rischio

M anovra, sforbiciata su comuni e regioni. Le nuove misure fiscali previste dal Governo preoccupano gli enti territoriali per le ricadute sulle addizionali Irpef. Il problema si pone su due piani. Da un lato, la modifica degli scaglioni nazionali incide sulle scelte di Regioni e Comuni che hanno articolato per fasce i propri prelievi. Dall’altro, e in modo ancora più diretto, l’espansione delle imposte sostitutive rischia di sottrarre agli stessi base imponibile. L’innalzamento a 55 mila euro della soglia di reddito interessata dalla revisione dell’aliquota Irpef impone infatti di valutarne gli effetti anche sulle addizionali. La loro architettura può essere differenziata per scaglioni, ma resta inevitabilmente collegata a quella dell’imposta statale.

Aree vincolate soggette all’Imu

I vincoli relativi all’edificabilità di un terreno non comportano l’esonero dal pagamento dell’imposta municipale. La presenza dei vincoli di destinazione di un’area edificabile a verde, a parcheggi o servizi pubblici incide solo sul suo valore di mercato. Lo ha stabilito la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Viterbo, seconda sezione, con la sentenza 477 del 21 ottobre 2026. Per la Corte di giustizia tributaria di primo grado, “non sussistono vincoli assoluti all’edificazione, ma solo vincoli relativi di cui l’amministrazione ha tenuto conto in sede di stima. Infatti, la presenza di vincoli di destinazione, nel senso che i terreni di cui trattasi in parte sono destinati a verde, servizi, parcheggi e area di recupero, è stata considerata nell’applicazione dell’indice di edificabilità dei terreni, edificabilità che la stessa ricorrente non contesta”.

Arrivano agentiAI per i mini acquisti degli enti pubblici

L’intelligenza artificiale agentica, quella che interagisce e guida gli utenti attraverso dialoghi con avatar “umanizzati”, prende sempre più piede anche nella gestione della spesa pubblica. L’ultimo arrivato sulla scena, lanciato ieri da ministero dell’Economia e Consip, è Mepa Light, il nuovo mercato digitale per i mini acquisti della Pubblica amministrazione. Ultraleggeri nel loro valore unitario, che non può superare i 5mila euro, i mini acquisti nascondono però un potenziale enorme. Perché sono il pane quotidiano delle amministrazioni territoriali, soprattutto negli oltre 5.500 Comuni che non raggiungono i 5mila abitanti: e muovono mercati locali che transitando da Consip possono guadagnare parecchio sui piani della concorrenza e della trasparenza.

Una palestra per testare gli algoritmi contro l’evasione fiscale

F isco e intelligenza artificiale: necessaria una sperimentazione controllata per gli algoritmi destinati a individuare evasione e anomalie fiscali. Una sorta di “sandbox” per sperimentare l’intelligenza artificiale prima che gli algoritmi entrino stabilmente nei processi di controllo fiscale. È una delle proposte contenute nel documento conclusivo dell’indagine conoscitiva della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, dedicata al contrasto dell’evasione, alla sicurezza delle banche dati e alla tutela della riservatezza dei contribuenti (si veda ItaliaOggi del 22/10/2026). Il documento conclusivo raccoglie il frutto di circa 2 anni e mezzo di lavori, nel corso dei quali la commissione parlamentare ha audito i principali protagonisti, fra i quali l’Agenzia delle entrate, la Guardia di finanza, il Garante della privacy e le categorie professionali

Nei Comuni, l’86% di chi usa l’IA ricorre a strumenti non forniti dall’ente

N ei Comuni l’intelligenza artificiale si diffonde soprattutto per iniziativa dei dipendenti. L’86% di chi la utilizza personalmente per lavoro ricorre a strumenti gratuiti o acquistati di tasca propria, mentre soltanto il 14% impiega soluzioni fornite dall’ente. E dove l’IA viene utilizzata direttamente dall’amministrazione, resta quasi sempre un’attività occasionale o sperimentale. Fra 96 dipendenti che ne segnalano l’impiego nel proprio Comune, appena uno parla di un’adozione istituzionalizzata. Il quadro emerge dal paper IFEL «L’intelligenza artificiale nei comuni italiani, dalle potenzialità percepite all’attivazione istituzionale», elaborato nell’ambito di AIPACT, progetto finanziato dal Pnrr e coordinato dall’Università Bocconi.

Affidamento diretto, l’avviso non basta a evitare la rotazione:serve una procedura negoziata

La deroga alla rotazione è possibile solamente con la procedura negoziata, anticipata da avviso pubblico a manifestare interesse aperto al mercato e redatto secondo le indicazioni dell’allegato II.1. In questo senso, il recente parere del servizio di consulenza della Provincia Autonoma di Trento n. 579/2026.Rimarca, sempre il riscontro, che la deroga in parola implica, però, la redazione di «un preventivo avviso conformemente a quanto disposto dall’articolo 2, comma 2 dell’Allegato II.1 del Codice e l’amministrazione abbia invitato tutti gli operatori economici che si sono proposti per eseguire la prestazione». In sostanza, quella che oggi viene definita procedimentalizzazione – e che esclude che si tratti di affidamento diretto deciso secondo discrezionalità tecnica da parte del Rup – altro non è che una procedura negoziata che consente la deroga alla rotazione solamente nel caso in cui la «manifestazione di interesse» abbia «seguito le regole dettate dall’All. II.1 al Codice (e fra queste in primo luogo si segnalano le forme di pubblicazione a livello nazionale) e vi faccia seguito una procedura negoziata»

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