Tributi news del 10 settembre 2025

Fisco, cancellati 82 mld di debiti. Atto nativo digitale e notifica cartacea: come evitare la nullità dell’accertamento tributario degli enti locali

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Fisco, cancellati 82 mld di debiti.

Dal 2018 annullate cartelle esattoriali per un valore di 82 miliardi di euro grazie ai ripetuti interventi legislativi che hanno previsto, nel corso degli ultimi anni, la cancellazione automatica di una serie di debiti dei contribuenti italiani. Diciannove miliardi di euro sono stati cancellati grazie all’ultimo intervento di annullamento dei carichi fino a 1000 euro previsto con la legge di bilancio 2023, 36,8 miliardi di euro in conseguenza della disposizione contenuta nella dl 19/2018 e altri 26,7 miliardi grazie al dl 41/2021.

Atto nativo digitale e notifica cartacea: come evitare la nullità dell’accertamento tributario degli enti locali

In base al regolamento comunitario e-IDAS e al codice dell’amministrazione digitale (Cad) gli enti locali hanno quale regola generale quella di adottare i propri atti in formato digitale, compresi gli accertamenti tributari. Resta il problema di notificare tali atti ai contribuenti privi di domicilio digitale (Pec), che ancora costituiscono la maggioranza in Italia. Gli atti di accertamento redatti in formato digitale devono essere corredati dalla firma informatica dei responsabili dell’Ufficio tributi competente e, per acquisire efficacia, devono essere notificati tramite il messo notificatore oppure attraverso il servizio postale. Nondimeno, il semplice riferimento, nell’atto impositivo, alla firma digitale del responsabile sull’originale informatico non basta a escludere la nullità se ne viene contestata la conformità. Secondo giurisprudenza (Cassazione ordinanza n. 23213/2024), è richiesta una contestazione chiara e dettagliata che evidenzi la discordanza tra i fatti e quanto riportato. Tuttavia questo principio, valido in generale, non si applica alla notifica cartacea di un atto nativo digitale, se manca l’attestazione di conformità all’originale da parte di un pubblico ufficiale, come previsto dal richiamato articolo 23, comma 1, Cad.

Il decreto Mef del 17/06/2014 ha stabilito che i documenti informatici rilevanti ai fini tributari devono essere immodificabili, integri, autentici, leggibili e in un formato idoneo secondo il Dlgs 82/2005 o scelto dal responsabile della conservazione con motivazione.

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